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 La costruzione del Bidule 111

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marmos

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MessaggioTitolo: Re: La costruzione del Bidule 111   Ven Nov 14, 2014 10:22 am

Bell'oggetto, io ho preferito l'Hitec sia perchè mi permette di caricare 4 pacchi contemporaneamente, altrimenti dovevo acqistare 2 apparati.
Sia per la realizzazione decisamente professional: viene calibrato sul millesimo di Volt.

Per quanto riguarda la faccenda dell'alimentazione, per il mercato rifilare due scatolotti è meglio di uno e poi la possibilità di guasti è doppia.
Per quanto riguarda la tecnica, il caricabatterie nasce in DC per lavorare anche sul campo di volo, ma se carichi roba grossa ci vuole una stazione energia notevole e la batteria dell'auto non è sufficiente, ricaricare a casa con la rete è più comodo, devi avere però una stazione AC/DC oppure una grossa batteria dotata di stazione di ricarica.
Certo sarebbe bello avere un bel caricabatterie diretto 220 AC/Carica Batteria, ma per ora bisogna farselo!!!!
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marmos

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MessaggioTitolo: Montaggio della batteria in fusoliera   Lun Nov 24, 2014 1:05 pm

Il  corretto posizionamento dell’imponente batteria, parliamo di 3 Kg di peso,  richiede molta attenzione e va scelto in funzione del baricentro del modello suggerito dal produttore.
Per fare questo risulta necessaria una struttura di supporto da inserire in modo sicuro all’interno della fusoliera, per evitare accidentali spostamenti della batteria durante il volo, che causerebbero disastrose conseguenze.
Per avere il baricentro indicato dalla Top Model però la batteria deve andare molto indietro, sopra l’impianto RC. La posizione non va bene e risulta anche difficoltoso il cambio batteria.
Devo necessariamente rivedere il posizionamento del motore e del regolatore per avanzare la batteria, anche a causa dei collegamenti troppo lunghi, la distanza tra regolatore e batteria non deve superare i 20 cm, altrimenti occorre interporre una cella di filtro ad ogni 20 cm in più.
Alla fine di varie prove la soluzione scelta è di arretrare il motore di 2 cm, accorciare il muso di conseguenza e riposizionare il regolatore dentro la fusoliera.
La nuova posizione della batteria, per avere il corretto baricentro, viene sulla baionetta alare, posizione comoda anche per una facile sostituzione della batteria.





Il supporto batteria è realizzato in compensato da 3mm, irrigidito con due longheroni in balsa 10x15 che fungono anche da guida.



La batteria è tenuta nella corretta posizione da due battute in legno duro removibili, ammorbidite da schiuma adesiva e due fascette in Velcro.



Il vano fusoliera va corredato di 3 supporti: uno anteriore, un centrale e uno posteriore. La parte anteriore è a innesto e la posteriore ha il fissaggio con viti da legno, per un facile e rapido montaggio e smontaggio del supporto.



Il supporto batterie è da rimuovere ogni volta che si monta o smonta il modello, per accedere ai collegamenti elettrici ed ai fissaggi alari.



La batteria montata in fusoliera!!!!
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marmos

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MessaggioTitolo: Re: La costruzione del Bidule 111   Mer Nov 26, 2014 1:54 pm





Montaggio definitivo del motore, più indietro di 2 cm rispetto al posizionamento provvisorio illustrato in precedenza, montato su nuovi e rigidissimi supporti in Ergal da 20 mm.



Il posizionamento definitivo della motorizzazione: motore a sbalzo, fuori dal muso, grazie alle 4 torrette in Ergal e alla piastra in Vetroresina.



Il regolatore ora è alloggiato all’interno della fusoliera per ridurre la distanza tra batteria e regolatore.



La distanza tra batteria e regolatore rimane intorno i 20 cm, i collegamenti quindi rimangono per ora privi di filtro capacitivo.



Interponendo tra batteria e regolatore il trasduttore Jeti MU 200, capace di leggere correnti fino a 200 A, possiamo inviare al display della trasmittente DC16 Jeti svariati parametri, ad esempio: la corrente assorbita dal potente motore,  la tensione e la capacità erogata dalla batteria, la possibilità di attivare allarmi di massima corrente, fine scarica batteria o raggiungimento tensione minima. Inoltre, anche il regolatore Jeti Spin 300 PRO può mandare a terra, tramite il collegamento di telemetria della DC16, i seguenti valori: numero di giri del motore, temperatura del regolatore, tensione d’ingresso, tempo di funzionamento ecc.
Tutti i valori inviati a terra vengono registrati sul sistema della DC16 per una rilettura a fine volo, permettendo una accurata valutazione del corretto funzionamento della motorizzazione ed evidenziare eventuali criticità.



Il muso in vetroresina finito e verniciato per carenare il supporto motore. Il muso viene fissato alla fusoliera mediante 8 viti a legno.



Il motore a sbalzo, fuori dal muso, è il particolarissimo montaggio da usare in abbinamento all’ogiva ventilata.



L’ogiva in carbonio completa la motorizzazione Plettenberg, migliorando l’aerodinamica ed ottimizzando il raffreddamento del motore.



Il risultato finale è un bel nasone, sembra Cyrano di Bergerac.
Vedrò presto se il risultato finale soddisferà le aspettative ed il tanto tempo dedicato a questa singolare motorizzazione!!!
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LV-GDG

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MessaggioTitolo: !!!   Mer Nov 26, 2014 2:27 pm

Ė un po erotico!!
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gato

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MessaggioTitolo: Re: La costruzione del Bidule 111   Gio Nov 27, 2014 2:56 pm

COMPLIMENTI MARCO
NON SAPEVO FOSSI ANCHE BRAVO A VERNICIARE , BELLO IL MUSETTO .
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marmos

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MessaggioTitolo: Re: La costruzione del Bidule 111   Gio Nov 27, 2014 3:03 pm

Grazie, ma bravo a verniciare direi proprio di no!!
E' stata una vera passione, verniciando a bomboletta era tutto un pelo, causa cariche elettrostatiche ed un mucchio di porini. Però dai e dai siamo arrivati, basta non guardare troppo in fino. Un po' di adesivi aiuteranno a distrarre i precisini.
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ENZO PERICO

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MessaggioTitolo: complimenti   Gio Nov 27, 2014 9:26 pm

Azzo che lavoro, complimenti
sembra un modello fatto da un orologiaio manco un filino fuori posto
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MessaggioTitolo: Re: La costruzione del Bidule 111   Ven Nov 28, 2014 11:41 am

Grazie Enzo, detto da un vero costruttore come te ha molto valore.
Io mi trovo a mio agio a maneggiare i cablaggi elettrici.
Spero nel risultato finale, il problema maggiore sarà il pilota, io vado meglio con i "veleggia"

Se hai bisogno per il tuo impianto non esitare a chiedere!!!
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Federico Barbieri
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MessaggioTitolo: COLLAUDO !!   Sab Dic 13, 2014 5:24 pm

eeeeee finalmenteee il collaudo !!!!
Ieri super collaudone, modello ben bilanciato e soprattutto il sistema elettrico con motore, regolatore e batterie sembra il compromesso ideale!
Oggi primi traini..... tutto a meraviglia, ora però bisogna fare scorta di batterie!

Bravo Marco!



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MessaggioTitolo: Re: La costruzione del Bidule 111   Sab Dic 13, 2014 6:37 pm

Ebbene dopo un lungo lavoro di testa e di mani siamo arrivati al collaudo!!
Il Bidulone vola stupendamente e non'ostante la tensione, ho subito famigliarizzato e mi sono trovato perfettamente a mio agio, sopra le aspettative.
Del resto il modello è conosciuto e gli amici Federico e Gianluca lo utilizzano con successo da tempo.
La motorizzazione, la vera novità, è risultata veramente soddisfacente e la potenza a disposizione notevole.



Peso in ordine di volo con tutti i vari ciappini 16 Kg. In atterraggio non ci si accorge di nulla.





Giornata in assenza di vento, un po' di sole e la preziosa collaborazione dei Barbieri, hanno fatto del collaudo una passeggiata.
La potente motorizzazione Plettenberg ha sparato l'aliante alla nostra quota abituale con notevole efficienza.



La qualità dei traini mi è sembrata molto buona, a parte il pilota che ad alta quota si deve fare un po' le ossa, ma è meglio che giudichino i trainati.







Per il pomeriggio invernale avevo a disposizione 2 pacchi da 12S 10Ah sufficienti per 4  traini ciascuno.



Non ho voluto scaricare alla morte i pacchi perché ancora nuovi, alle prime scariche conviene lasciare un 20-25% di carica residua.
Alla fine ho potuto fare 3 bei traini per pacco.



Grazie al raffinato sistema di telemetria Jeti, che legge i parametri della motorizzazione, ho potuto rilevare un po' di dati:

Volo medio con traino di un DG 1000 LET ad una quota importante:
Durata traino 60 sec.
143 A di assorbimento.
Capacità erogata dalla batteria 2340 Ah, circa 1/4 della capacità totale.

Volo a quota notevole.
Durata traino 85 sec.
145 A di assorbimento.
Capacità erogata dalla batteria 3370 Ah, oltre un 1/3 della capacità totale.



Il cambio pacco motore è abbastanza comodo e si effettua in pochi minuti.



La temperatura del regolatore rimane intorno ai 38 gradi, anche le batterie sono a temperatura corporea.
Il motore invece è praticamente freddo, grazie ad una ventilazione ottimale!!!

Che dire sulla motorizzazione elettrica.
I pro:assenza di vibrazioni, assenza di rumore, niente residui di combustione, immediatezza e facilità nell'uso.
I contro: costo delle batterie e loro gestione MOLTO accurata. Pericolo di avvio accidentale del motore, necessario quindi avere sulla radio il blocco motore, accendere sempre il modello quando si è in procinto di decollare . Non lasciare MAI  il modello acceso senza il diretto controllo del pilota.
Per coprire un pomeriggio di voli occorrono almeno 4 pacchi!!!!
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Piero Pen Bertolotti

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MessaggioTitolo: Re: La costruzione del Bidule 111   Sab Dic 13, 2014 11:27 pm

Bravi, belli e tecnici!

sono molto contento che sia andato tutto per il meglio!

scusate l'assenza ma ero sotto studio! :-)
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Altoè Enry



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MessaggioTitolo: Re: La costruzione del Bidule 111   Lun Dic 15, 2014 10:45 am

[quote="Federico Barbieri"]eeeeee finalmenteee il collaudo !!!!
Ieri super collaudone, modello ben bilanciato e soprattutto il sistema elettrico con motore, regolatore e batterie sembra il compromesso ideale!
Oggi primi traini..... tutto a meraviglia, ora però bisogna fare scorta di batterie!

Bravo Marco!

Complimenti Marco,
ti ho seguito con interesse.
Bravo.
Enry
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marmos

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MessaggioTitolo: Re: La costruzione del Bidule 111   Lun Dic 15, 2014 6:07 pm

Grazie!!!!
Esperienza veramente interessante, grazie anche alla collaborazione di Plettenberg, che mi ha consigliato la coppia motore elica più adatti al Bidule 111 per il lavoro di trainatore.
Il risultato è molto soddisfacente grazie anche alla messa in moto affidabile e dietro l'elica, certo il sistema di blocco motore quando non si è in procinto di decollare è molto molto importante, io utilizzo un interruttore con blocco di sicurezza che lo attiva.
La parte più delicata è sicuramente la corretta gestione delle potenti batterie, resistenza interna bassa e bilanciatura perfetta permettono un uso gravoso senza danneggiamenti. Le batterie impiegate sono le ottime Xell-PRO della RC System, acquistate da www.hobbytoys.it
La RI per cella si aggira intorno ai 3-4 mOhm, infatti mantengono una buona tensione, 3.75-3.70V, anche in scarica intensa 145A.
In arrivo altri 2 pacchi per poter effettuare altri 6-8 traini alle nostre quote abituali. Con 4 pacchi 12S da 10Ah alla fine si fanno in tranquillità 12-16 traini
a manetta, con tempi di 80 -60 secondi ciascuno, senza svuotare alla morte le batterie.
Sto mettendo a punto un sistema di carica professionale per garantire alle celle una lunga vita, magari!!!!
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MessaggioTitolo: Enel....   Lun Dic 15, 2014 6:36 pm



Sono curioso di vedere la bolleta Enel!!
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MessaggioTitolo: Re: La costruzione del Bidule 111   Mer Dic 17, 2014 8:31 am

Non è un problema, anzi è un risparmio rispetto all'acqisto della benzina. Infatti il contratto ENEL è intestato a mia moglie Very Happy Very Happy
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MessaggioTitolo: Il Main Switch   Mar Dic 30, 2014 4:00 pm



Mentre il ragù cuoce a fuoco lento e il gatto controlla la situazione da un punto di osservazione previlegiato, vi illustro l’ultimo aggiornamento fatto sul Bidule 111.



Se la praticità del motore elettrico è elevata, elevata deve essere l’attenzione alla sicurezza, una partenza non voluta del potentissimo Plettenberg può essere veramente pericolosa. Pertanto oltre all’indispensabile blocco motore sulla radio, ho inserito fra batteria e regolatore un interruttore di potenza Main Switch 200 della Jeti, capace di gestire correnti fino a 200° e compatibile con qualsiasi sistema radio.



L’interruttore può essere azionato da un comando magnetico da posizionare all’esterno della fusoliera o da un interruttore Wireless opzionale, azionabile  direttamente da una  radio Jeti Duplex EX.
Il dispositivo inoltre trasmette i dati di telemetria in formato Duplex  EX se impiegato su radio Jeti DC-DS 14/16. Nella confezione viene fornito l’interruttore magnetico e la relativa chiavetta.





L’interruttore è realizzato con la cura e la solidità conosciuta dei prodotti Jeti, compatto e leggero dispone di un ampio dissipatore.


La posizione migliore che ho individuato all’interno della fusoliera è sul lato, nello spazio libero tra batteria e regolatore.



L’interruttore è fissato su gommini mediante viti da servo.





Il cablaggio va modificato necessariamente  per ridurre la lunghezza dei cavi in dotazione ai dispositivi.



L’interruttore magnetico è fissato sul lato della fusoliera prima della naca motore.
Una volta acceso e caricato il software del Main Switch 200 sulla DC16, vengono visualizzati a display i vari parameti che il sistema rileva:  la corrente, la tensione, la temperatura, la capacità assorbita ed il tempo motore, con la possibilità di attivare messaggi vocali ed allarmi.
Per reperire il dispositivo Main Switch 200 della Jeti vedi www.hobbytoys.it
In questo modo è possibile scollegare o collegare la batteria motore in un attimo, senza aprire il vano fusoliera e mettere in attesa il modello in tutta sicurezza.
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Federico Barbieri
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MessaggioTitolo: Re: La costruzione del Bidule 111   Gio Gen 01, 2015 5:40 pm

Augurando a tutti buon anno, vi lascio con il video del collaudo di Marco e del suo Bidule!!

https://vimeo.com/115756278
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MessaggioTitolo: Re: La costruzione del Bidule 111   Gio Gen 01, 2015 7:01 pm

Grazie Fede!! Belle riprese
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MessaggioTitolo: Carica professionale   Dom Feb 08, 2015 4:53 pm

Le prime tre giornate di attività del Bidule 111 elettrico hanno dimostrato la validità del progetto e l’elevata qualità della motorizzazione.
Con scariche a 170 A i pacchi hanno retto benissimo mantenendo una tensione per cella di 3,7 v.
Però se la quantità di scarica rimane sotto il 75 % della capacità totale del pacco, lo squilibrio tra le celle del pacco risulta sensibile ma ancora accettabile, superando questo limite lo sbilanciamento tra le celle diventa importante. Se non si procede ad una perfetta riequilibratura il pacco, col susseguirsi di scariche profonde, subirà danni sempre più gravi.
Per ripristinare lo stato ottimale del pacco scaricato a fondo, diventa necessaria una carica accurata, con correnti di bilanciamento per singola cella di 1A.
Un caricabatterie di elevata potenza e precisione professionale diventa strategico per conservare al meglio e preservare a lungo le prestazioni dei pacchi.
Il Pulsar3 prodotto da ELPROG e distribuito da www.pp-rc.de mi pare la soluzione migliore attualmente disponibile sul mercato.



Il Pulsar 3 è un caricabatterie professionale a carica rapida, con sistema di bilanciamento integrato. La sua nuova progettazione, basata su convertitori A/D di tipo sincrono e controllo DSP (Digital Signal Processor), consente al Pulsar 3 una precisione ed una efficienza ineguagliata da altri dispositivi di tipo simile. Potenza, precisione di lavoro e facilità d'uso erano il punto focale durante la sua progettazione. Questa recentissima tecnologia, usata raramente nei normali modelli di caricatori, garantisce un rendimento ottimale dei pacchi batteria. Lavorando ad impulsi, modalità reflex, si impedisce l'effetto memoria e l'effetto perdita di capacità delle batterie Nixx, inoltre si riduce la minaccia di sbilanciamento nelle batterie Lixx. La recente modalità ad impulsi "Fastmod" per batterie Lixx e batterie Pb può abbreviare il tempo di ricarica anche del 30-40%. Il bilanciatore integrato ad elevata corrente bilancia i pacchi in tempi molto brevi, mantenendo così la tensione delle singole celle perfettamente equalizzata. I parametri dei processi possono essere visualizzati sul display grafico retroilluminato.
Una scheda di memoria SD consente la registrazione dei dati di tutti i processi, che in seguito possono essere analizzati tramite il programma “Pulsar Graph” su un PC o notebook, permettendo di rilevare eventuali danni nelle celle dei pacchi. L’analisi dei diagrammi dei dati raccolti consente inoltre di tracciare l’invecchiamento dei pacchi in carica. I dati aggiornati del processo intrapreso possono essere inviati a un PC tramite porta USB o sistema wireless, Bluetooth.
Il Pulsar 3 è protetto da connessione inversa sia in ingresso che in uscita. Il Pulsar 3 è uno dei pochi modelli di caricabatterie dotato di un sistema che impedisce la formazione di arco elettrico quando vengono collegati pacchi ad alta tensione. Il firmware del dispositivo è aggiornabile via Internet.



Specifiche Tecniche
Tipo di Batterie supportate: NiCd, NiMH, NiZn, Pb, Li-Ion, LiFe, LiPo, LiHV, LiS (predisposto)
Tensione di ingresso/uscita del dispositivo: 12V (9**-15,5V); 24V (18-31V); 48V (36-60V)
Batteria Auto min. 30Ah – raccomandata da 70Ah o alimentatore stabilizzato da 48V con potenza da 1500W
Spegnimento automatico in caso di raggiungimento di min. tensione, impostata nelle seguenti portate: Min. 9–12 V; Min. 18–24 V; Min. 27–36 V; Min. 36–48 V
Tensione di carica: * 0,5-64V
Numero celle: 1-34 NiCd / NiMH; 1 -30 NiZn; 1-24 Pb; 1-14 Li-Ion; 1-14 LiPo; 1-12 LiHV; 1-16 LiFe; 1-20 LiS*
Corrente di carica: 0,1-25A (max. 1500W)
Max potenza di ricarica: 400 W/12V; 800 W/24V; 1200W/36V; 1500 W/48V
Risoluzione corrente: da 0,1-10,0A regolazione a passi di 0,1A; da 10-25A regolazione a passi di 0,5A
Corrente di scarica: 0,1-25A (400/800/1200/1500W) con il ritorno di energia su batteria;
 0,1-25 A (100W) con dissipazione di calore, utilizzando un alimentatore rete
Limitatore di potenza: da 50-1800W sulla potenza d’ingresso, su alimentatore rete
Misura della Temperature: da 0-99°C (0,1°C di risoluzione)
Misura della Tensione: 0,1-65V
Misura della Corrente: 0,1-25A
Limitazione del tempo: 24h per processo (2x24h per processo completo)
Max Potenza di bilanciamento: 60W
Max corrente equalizzata per cella: 0,25A; 0,5A; 1,0A (corrente continua)
Min corrente equalizzata per cella: 25mA; 50mA;100mA (corrente continua)
Numero celle del bilanciatore: 1-16 (dipende dal tipo di celle)
Equilibratura di precisione: fino a 3mV (0,003V)
Display grafico retroilluminato: Risoluzione 240 x 64 pixels
Campo di Temperatura di utilizzo: da  -5 a +35°C / conservazione: da  -10 a +50°C
Dimensioni meccaniche: larghezza x profondità x altezza 155 x 160 x 75mm
Peso ca. ca. 1200g



Il Pulsar 3 funziona con tensione d'ingresso da 12 a 60 V per una efficienza ideale quando si caricano pacchi ad alta tensione, con molte celle.



Il caricatore viene fornito con manuale , scheda SD per il salvataggio dei dati, contenente il manuale in varie lingue, anche in lingua italiana, in formato PDF, il software per la lettura dei dati su PC, Pulsar Graph, un sensore di temperatura e l'antenna BT optionale.


Il Pulsar 3 dispone di vari programmi per gestire le seguenti funzioni:

Carica Il valore di corrente può essere impostato tra 0,1A e 25A, nei seguenti intervalli: intervalli di 0,1A per correnti fino a 10,0A; intervalli di 0,5A per correnti sopra i 10A. Il limitatore di capacità è regolabile da "-.- Ah" =zero, la capacità non è controllata, fino a 200Ah.
Tra le modalità di carica sono disponibili la funzione  Fastmod e Reflex.
Fastmod ricarica veloce ad impulsi, per le batterie Lixx e Pb. Fastmod , grazie ad uno speciale algoritmo, accelera notevolmente il processo di ricarica. Dopo aver utilizzato il Fastmod, le batterie hanno una resistenza interna più bassa e per questo una tensione più costante durante la scarica. A seconda della corrente di carica, tipo di batteria, suo utilizzo e resistenza interna, il tempo di ricarica potrebbe ridursi anche del 30%, con la sola conseguenza di una leggera perdita di capacità. Fastmod può essere usato costantemente, senza nessun effetto collaterale negativo per la batteria.
La modalità Reflex , brevi impulsi di scarica durante il processo di carica, risulta molto valida anche per la carica di celle LiXX. Batterie caricate in questo modo sono meno soggette a sbilanciamento e risulta una soluzione ideale per tutte le batterie.

Scarica
Il valore di corrente può essere impostato tra 0,1A e 25A, nei seguenti intervalli: intervalli di 0,1A per correnti fino a 10,0A; intervalli di 0,5A per correnti sopra i 10A

Processi multipli in sequenza. Carica e Scarica in sequenza fino a 99 cicli

Storage per una lunga conservazione dei pacchi Lixx
La funzione "Store" porta la tensione di ogni singola cella del pacco a raggiungere il livello di tensione di stoccaggio attraverso la scarica o la carica, vedi tabella parametri batterie. Un pacco preparato in questo modo può essere conservato per lungo tempo. L’opzione Condit  è un processo triplo che rende più facile verificare la capacità di una batteria prima di riporla. I tre processi si avvieranno in sequenza automaticamente: carica > scarica, controllo di capacità > carica alla tensione di stoccaggio.

Solo Bilanciamento per riequilibrare i pacchi Lixx

Formazione per pacchi Nixx.
La formazione dei pacchi batteria Nixx è condotta attraverso la programmazione del numero di cicli di carica/scarica.
In questo programma la scarica viene eseguita se è abilitato il parametro "Auto". La formazione delle celle Nixx è particolarmente importante con i pacchi nuovi, o non ancora utilizzati, nei quali le celle non sono state ancora equalizzate.

Test
Nel test, viene misurata la resistenza interna del pacco: totale, somma delle singole celle e la resistenza di ciascuna cella. La prova dura 30 secondi e fornisce valori molto affidabili.

Il numero elevato di videate permette la lettura di tutti i parametri del processo in corso.
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MessaggioTitolo: Il Pulsar3   Mar Feb 10, 2015 1:35 pm

La realizzazione del Pulsar 3 è raffinata e professionale, la qualità della componentistica è eccellente, interamente realizzato in Polonia.
Il funzionamento del Pulsar 3 risulta semplice e molto efficace, non ostante la complessità delle funzioni offerte dal potente software.
Il contenitore è realizzato in lamierino di alluminio anodizzato da 2 mm.
Sul frontale l’ampio display e la manopola/pulsante per introdurre i comandi.





Sul lato sinistro, l’antenna BT, opzionale, la presa USB per l’aggiornamento e la trasmissione dei dati e lo slot per la SD memory.



Sul lato destro troviamo la ventola di grandi dimensioni, le due boccole, rossa e nera, per l’uscita di potenza, la presa per la sonda di temperatura e il connettore a 20 poli per il circuito di bilanciamento.



L’ampio display fornisce svariate schermate, con le molte informazioni circa la funzione attiva: Carica, Scarica, Bilanciamento, Storage ecc.





Il Pulsar 3 viene fornito con il cavo di alimentazione per il collegamento alla batteria auto, il cavetto USB, la sonda di temperatura, la SD memory, il manuale in varie lingue italiano compreso in formato pdf e tutto il software necessario.



Per il collegamento dei connettori di bilanciamento si deve utilizzare una scheda adattatore tra la presa a 20 pin del Pulsar ed i vari tipi di connettore sulle batterie. PP-RC Modellbau fornisce, come accessorio, l’adattatore da montare secondo le specifiche esigenze. Oppure dispone di vari adattatori già assemblati che coprono tutti i tipi di connettore lato batteria.





L’adattatore va collegato tra la batteria da ricaricare ed il Pulsar 3.



Per alimentare a rete il potente caricabatterie occorre un alimentatore di qualità e potenza adeguate, PP-RC Modellbau propone una serie di alimentatori professionali prodotti dalla notissima MEAN WELL. Si tratta di alimentatori AC/DC per impiego continuo su apparati professionali e industriali.
La scelta è caduta sulla verione a 48v, con corrente massima 32A e 1500W di potenza.

Technical data
Input voltage range:90...264V AC (47...63Hz) / 127...370V
DC Output DC voltage:48VOutput current:32A
Rated power:1532W
Inrush current:60A
Leakage current:2mA
Output power adjustment:±5
Overload protection:105...135%
AC Operating temperature range:-20...+70°C
Energy efficiency:90,5%
Weight:2600g
Dimension (LxWxH):316 x 127 x 83,5mm



Una potente ventola sul lato posteriore tiene la temperatura dell'elettronica entro i valori ottimali.



Questa versione permette di avere in uscita 48 V o 24 V o 12 V tramite una schedina opzionale dotata di pulsanti di accensione, per poter collegare anche caricabatterie di altri produttori.



La stazione di ricarica va completata di cavetti di collegamento alla batteria da caricare di elevata sezione, 4mmq e adeguata interfaccia per collegare il bilanciatore, nel mio caso pacchi da 6+6 celle, quindi connettori xt da 7 poli.



Per caricare la batteria si deve ASSOLUTAMENTE collegare prima l’interfaccia del bilanciatore alla batteria nella sequenza corretta: celle 1-6 e celle 7-12. Per sicurezza ho marcato con rosso e blu i connettori da entrambi i lati. Una inversione accidentale causerebbe un bel botto sull’adattatore!!! A causa di un corto circuito tra le due sezioni del pacco.



Poi si collegano al Pulsar 3, prima l’adattatore, poi i cavi di potenza, per permettere al caricabatteria di rilevare il corretto numero di celle.



Una volta collegato il tutto e verificato sul display il numero di celle corretto, si può avviare il processo desiderato.



Tutti i dati del processo in corso: tensione del pacco, corrente assorbita, tensione, resistenza interna, corrente di bilanciamento delle singole celle, ecc. possono essere trasmessi ad un PC tramite porta USB o Wireless per memorizzare e visualizzare i dati mediante il programma PULSAR GRAPH. Possiamo anche esaminare i dati in un secondo tempo scaricando i dati dalla scheda SD e leggerli sempre con PULSAR GRAPH. Il programma viene fornito con il caricabatterie.
L’analisi dei diagrammi dei dati raccolti consente di verificare lo stato di ogni singola cella del pacco, di verificare lo stato del pacco in generale e di tracciarne l’invecchiamento confrontando i dati di carica del pacco da nuovo.



Questo stazione di ricarica delle batterie rappresenta la migliore soluzione possibile oggi sul mercato, è sicuramente una soluzione molto professionale, direi Hi End, ma il valore delle batterie per alimentare il potente Plettenberg del Bidule va salvaguardato, per avere ottime prestazioni per il tempo più lungo possibile.
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marmos

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MessaggioTitolo: Fine lavori   Gio Feb 19, 2015 1:31 pm

Bidule 111 Versione 2.0
I primi voli e soprattutto il primo atterraggio alla “cacciatora” che mi è scappato, altrimenti detto “alla verga di bracco”, hanno evidenziato alcuni difetti sottovalutati in fase di costruzione. Del resto c’era un po’ di frenesia per la messa in volo del modello prima del vero inverno!!!
Il carrello è risultato il punto dolente del Bidule 111 in versione Elettrica, a causa della imponente elica RASA da 31,5 “. Infatti, non appena il muso è andato un po’ più giù della norma, l’ammortizzatore, che in apparenza sembra durissimo, è andato a fine corsa battendo sulla traversa e la preziosa elica RASA è finita col toccare la pista, riportando l’incrinatura di una pala.
Email alla Plettenberg e in due settimane sono arrivate le scorte.
Le pale vengono fornite a coppie selezionate e già perfettamente equilibrate dalla RASA, ma, visto i costi, non sono componenti da cambiare con la scioltezza di un fazzoletto di carta!!!



Superflua la verifica della bilanciatura, da effettuare invece se si utilizzano pale recuperate da coppie differenti.




Necessaria quindi una ulteriore modifica al carrello, che ho alzato di altri 3 cm, sia allungando la gamba anteriore in tubo di acciaio, ora portata da 170mm a 230 mm.




Sia rifacendo le spiaggette di prolunga in fibra sul carrello centrale, che ora spostano verso il basso la posizione dell’asse ruota di 44 mm. Anche le ruote centrali, da 145 mm, le ho sostituite con altre ruote Kovo di diametro leggermente maggiore: 150 mm.
Ora il Bidule 111 E sembra più un trampoliere che un trainatore, però adesso, anche chiudendo completamente l’ammortizzatore, rimangono circa 4 cm di distanza tra elica e pista.
Vediamo alla ripresa delle attività se la modifica è sufficiente e magari riesco anche a perfezionare gli atterraggi!!!



La seconda modifica riguarda la ventilazione della fusoliera: se l’attività di traino diventa intensiva all’interno della fusoliera si forma calore, che alle batterie proprio bene non fa. Con la stagione calda questo problema può diventare importante e non più trascurabile.
Ho quindi pensato di aprire due prese NACA sulla parte anteriore della struttura della cabina, che ho realizzate in balsa.





Per scaricare l’aria introdotta dalle prese, ho alzato la parte posteriore della cabina trasparente di 5 mm mediante spessori di balsa.



In questo modo ho realizzato un flusso d’aria che entra sopra il regolatore Jeti ed esce alla fine della cabina, senza alterare ed indebolire la struttura della fusoliera con interventi troppo invasivi.




Una sonda Jeti MT-125, che rileva la temperatura interna e la invia sul display della radio Jeti DC16, mi dirà se il flusso d’aria è sufficiente.

Per avere la lettura e la registrazione del numero di giri del potente motore Plettenberg, ho prelevato gli impulsi di pilotaggio da due dei tre fili che escono dal regolatore Jeti e vanno al motore.





Questi impulsi vengono letti dal rivelatore di giri per motori brushless  Jeti MRPM-AC e, una volta elaborati, inviati sul display del trasmettitore tramite il bus della telemetria Jeti. Ora posso avere sotto controllo anche il funzionamento del motore.




Ultima, ma necessaria modifica è la sostituzione dell’ammortizzatore sul servo del carrello anteriore, realizzato in un primo tempo con tubetti in silicone, è risultato non sufficientemente rigido alla vitaccia che deve fare durante gli atterraggi e il ritorno a zero era molto impreciso. Sostituiti quindi i due tubetti in silicone con molle di adeguata durezza, acquistate in una fornita utensileria!!!



Modeste modifiche, che però tendono a migliorare l’affidabilità del trainatore nell’uso intensivo, con grande gioia e plauso dei trainati!!!
Tutto il materiale Jeti e le ruote Kovo sono state reperite da www.hobbytoys.it
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MessaggioTitolo: Re: La costruzione del Bidule 111   Mer Apr 22, 2015 1:27 pm

Mentre sono all'opera col trainatore il bravo Federico immortala l'attività.

L'accurato montaggio della preziosa ed efficientissima elica RASA 31,5x13 in carbonio.





Una volta assemblato con cura, il modellone va portato in pista mediante un comodo "guinzaglio" di produzione Gromotec, per evitare il bordo pista un po' sconnesso e non sprecare inutilmente corrente dalle batterie.



Per un pomeriggio di voli, con 12 traini a notevole quota, sono stati necessari 3 pacchi batteria.



I trainati se la godono veleggiando in quota. Il trainatore attende a bordo pista il prossimo traino.



Oramai il Bidule 111 in versione elettrica ha superato con successo le varie modifiche illustrate e i relativi collaudi,  il Bidule 111 E è una piacevole realtà.
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MessaggioTitolo: Re: La costruzione del Bidule 111   

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